RICERCA ARTICOLI
Lavoro 05 Febbraio 2021

Il divieto di licenziamento Covid dei dirigenti

Nonostante il divieto generale posto dalla normativa d'emergenza, alcuni datori di lavoro hanno comunque deciso di allontanare i propri dirigenti. Vediamo quali sono state le motivazioni.

Si stimano 1 milione almeno di esuberi nel 2021, di cui 25.0000 dopo il 31.03, quando terminerà il blocco ai licenziamenti. Qualche imprenditore, tuttavia, si è portato avanti, e durante il periodo del blocco dei licenziamenti per motivi oggettivi ha licenziato i propri dirigenti, ritenendoli esclusi dal divieto così come formulato dalle norme che si sono succedute sul punto (D.L. 18/2020; D.L. 34/2020; e da ultimo la legge di Bilancio 2021). La scelta è stata rischiosa ed è sconsigliabile procedere in tal senso prima della scadenza del divieto. Proviamo a schematizzare la questione. Come noto, la disciplina dei licenziamenti dei dirigenti diverge in molti aspetti da quella applicabile alle altre categorie di dipendenti. Tuttavia, in seguito alla modifica dell’art. 24, L. 223/1991 compiuta dall’art. 16, L. n. 161/2014, i dirigenti sono inclusi tra i lavoratori soggetti alle procedure di licenziamento collettivo. Dunque è pacifico, sotto tale profilo, il loro assoggettamento al divieto di licenziamento (quantomeno collettivo) di cui ai decreti del governo Conte. La soluzione non è invece così immediata per i licenziamenti individuali. Da un lato, la categoria sembrerebbe esclusa dal divieto di licenziamento perché l’art. 3, L. n. 604/1966, espressamente indicato dai decreti del Governo, non si applica ai dirigenti. Quindi, a dispetto della pandemia in corso, il dirigente potrebbe essere...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.