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Diritto 15 Aprile 2020

Il fatto fiscale e il vaglio specifico del giudice penale

Ai fini della responsabilità, le risultanze dell'accertamento tributario esperito dalla Guardia di Finanza possono essere fruite dal giudice che ritenga, motivandole, di valorizzare le presunzioni applicate.

Tanto in termini di incisività quanto di interesse, risalta un recente intervento della Cassazione Penale (sentenza 23.03.2020, n. 10432) con cui trova conferma quel processo di traslazione della prova non sempre condiviso. Si chiarisce infatti che il giudice penale non è soggetto ad alcun vincolo rispetto alle valutazioni compiute nel contesto della attività di accertamento tributario e che gli è consentito un ampio vaglio in ordine all’apprezzamento degli elementi induttivi emersi in tale contesto e che ritenga comunque idonei a sorreggere il proprio convincimento. Nel caso in esame, si registra la completa fruizione dei dati rilevati nel contesto dell’accertamento amministrativo, condivisi e traslati anche nel correlato procedimento penale. L’intervento in epigrafe offre uno spunto di riflessione sugli aspetti che connotano l’interscambio dei riscontri probatori tra procedimento amministrativo e procedimento penale, spesso oggetto di controversia sia dottrinale che giurisprudenziale. Il sistema normativo attualmente in vigore si caratterizza per la vigenza del principio del doppio binario, peraltro già vigente all’epoca dell’abrogata L. 516/1982, nel contesto della quale si è inteso escludere il rapporto di pregiudizialità. Si è sancita quindi una sorta di divisione dei procedimenti tramite una completa autonomia di determinazione. Tale forma di indipendenza, tuttavia, non deve...

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