Consulenza aziendale, commerciale e marketing
26 Giugno 2026
Il fuori-mandato: il lavoro che fate e non fatturate
Telefonate "veloci", consulenze spot, adempimenti non previsti: ogni studio regala ore. Come riconoscerle, riportarle a valore e farle pagare senza incrinare il rapporto col cliente.
Fate una prova, una sola. Aprite l'agenda dell'ultimo mese e contate le volte in cui avete risposto a un quesito o risolto un problema che non rientra nel mandato professionale sottoscritto, oppure avete gestito un adempimento che non era compreso nel canone. Poi guardate le fatture che avete emesso nello stesso periodo. La differenza tra le 2 colonne ha un nome: fuori-mandato. Lavoro vero, fatto, consegnato ... e mai pagato.Il copione è sempre quello: a gennaio si concorda un forfait per la tenuta contabile del commercialista, il pacchetto cedolini del consulente del lavoro. Cifra tonda, comoda da dire, comoda da incassare. Poi comincia l'anno vero: la telefonata del martedì mattina, “ti rubo 2 minuti”; la mail con la domanda fiscale che di minuti ne vale 30; l'adempimento straordinario che spunta a settembre; la vertenza del dipendente, quella che nel canone mensile non c'era. Tutto finisce dentro il forfait iniziale, perché farlo notare sembra “brutto” e non vogliamo che il cliente si risenta.Ora mettiamo ordine. Il fuori-mandato non è il generico “lavoro in più”: è tutto ciò che esce da quanto avete messo nero su bianco nella lettera di incarico. E qui casca l'asino: se l'incarico (scritto, mi raccomando) non dice cosa c'è dentro, non potete dimostrare cosa sta fuori. Del resto, la legge vi dà una mano: l'art. 1, c. 150 L. 124/2017 vi obbliga a comunicare al cliente, in forma scritta e prima dell'incarico, un preventivo di massima del compenso;...