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Imposte dirette 04 Settembre 2026

Il nuovo ravvedimento speciale blinda il primo CPB

Il decreto Omnibus riserva la sanatoria a chi rinnova il concordato preventivo biennale per il 2026-2027. In controtendenza con il passato, la misura esclude le nuove adesioni, consentendo però di rafforzare la tenuta del 1° accordo con il Fisco.

Con il D.Lgs. 148/2026, il c.d. decreto correttivo Omnibus, il legislatore ha proposto una nuova edizione del ravvedimento speciale legato al CPB. L’art. 29 del decreto delinea le regole della nuova misura scudo, che consente di coprire dal rischio di accertamento le annualità che vanno dal 2020 al 2023. Nello specifico, con il ravvedimento speciale vengono impedite le rettifiche del reddito d’impresa o di lavoro autonomo basate sull’art. 39 D.P.R. 600/1973 e quelle dell’art. 54, c. 2, secondo periodo del D.P.R. 633/1972. A essere inibiti sono quindi gli accertamenti di tipo analitico, analitico-induttivo e induttivo puro per le imposte dirette e l’Irap, mentre per l’Iva la preclusione opera esclusivamente con riferimento alle rettifiche analitico-induttive fondate su presunzioni semplici, lasciando inalterato il potere dell’amministrazione finanziaria di effettuare rettifiche basate su elementi certi e diretti o di applicare l’accertamento induttivo extracontabile qualora si verifichino le gravi violazioni che lo giustificano.Come sempre, l’adesione potrà riguardare anche solo una delle annualità interessate e, nel caso specifico, la massima attenzione va proprio all’ultimo anno, il 2023. Quanto sopra in ragione di una novità assoluta rispetto alle precedenti edizioni, che riguarda il perimetro dei soggetti ammessi. Come in precedenza, la sanatoria è rivolta ai contribuenti che applicano gli ISA, ma vi è una differenza di massima rilevanza nel...

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