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Lavoro 08 Marzo 2019

Il paradosso dei controlli e dei controllori


Il 2019 sarà, nel bene e nel male, l'anno del reddito di cittadinanza. Il provvedimento caposaldo dell'azione di Governo (almeno di una sua parte) ha suscitato innumerevoli polemiche e prese di posizione. In questa sede non ci interessa entrare nel merito della norma, vogliamo, semplicemente prenderla a spunto per cercare di analizzare lo stato dell'arte del sistema dei controlli attualmente in essere nel nostro Paese. L'efficacia di ogni provvedimento che ha la pretesa di affrontare il problema della disoccupazione o della povertà, in Italia viene messa in discussione preventivamente. Si eccepisce l'incapacità dell'ordinamento di controllare e arginare le sacche di “evasione” e di “lavoro nero”. Molti, non solo i detrattori, paventano che le risorse faticosamente recuperate per finanziare il sussidio finiscano nelle mani dei “furbetti”, a causa, appunto, di un'insufficiente capacità di controllo. Il legislatore stesso si pone il problema; la preoccupazione è talmente alta che il decreto istitutivo prevede sanzioni eccezionalmente elevate. Chi rende o utilizza dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere ovvero omette informazioni dovute per accedere al reddito rischia la reclusione da 2 a 6 anni, almeno sulla carta. L'inasprimento delle sanzioni, forse, lava le coscienze, ma non risolve il problema e soprattutto delega alla Magistratura un compito che non...

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