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Lavoro 02 Settembre 2022

Il populismo e le pensioni

In periodo elettorale le pensioni tornano protagoniste con proposte molto discutibili.

In tempi di campagna elettorale, il tema delle pensioni torna puntualmente al centro dell’ attenzione dei media, animando il dibattito tra i vari schieramenti politici. In particolare, sono le forze populiste a soffiare sul fuoco della previdenza per cercare di catturare il maggior consenso possibile, facendo, però, quasi sempre ricorso a proposte demagogiche e dannose per la collettività. Tutti ricordiamo la scorsa tornata del 2018, quando la sbandierata abolizione della Riforma Fornero (sicuramente dolorosa e non priva di contraddizioni, ma necessaria per le casse pubbliche) sfociò poi nella famosa “Quota 100” che ancor oggi rimane un provvedimento identitario dell’allora governo giallo-verde. Bene, al tirar delle somme, quell’esperienza si è rivelata disastrosa e iniqua; ha contribuito ad aumentare sensibilmente il rapporto tra spesa pensionistica e PIL; non ha favorito l’auspicata occupazione giovanile, come ammesso dallo stesso presidente dell’INPS; ha consentito a una platea di 250.000 privilegiati, in gran parte uomini e con pensioni medio-alte, di lasciare il lavoro a condizioni molto favorevoli. Inoltre, i suoi effetti negativi non possono essere circoscritti ai 3 anni della sua esistenza ma persistono anche dopo, poiché lasciano in eredità agli esclusi un enorme scalino, per superare il quale è necessario introdurre ulteriori misure di flessibilità in uscita. In...

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