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Lavoro 25 Giugno 2021

Il potere direttivo negli appalti

Una copiosa giurisprudenza lo considera un indice fondamentale per valutare la genuinità dell'affidamento lavori.

Nell'attuale sistema economico e produttivo, è sempre più frequente il ricorso all'appalto quale strumento contrattuale attraverso cui imprese e datori di lavoro affidano intere fasi del ciclo produttivo a soggetti esterni. Tuttavia, la genuinità di tale schema entra in crisi qualora questo funga da mero espediente per ridurre le tutele normative del lavoratore e determinare un abbassamento del costo del lavoro. Ciò si verifica quando l'appaltatore ha un'organizzazione e un rischio d'impresa fittizi, poiché di fatto il ruolo datoriale e imprenditoriale è assunto dal committente. In tale evenienza vengono a configurarsi, in assenza dei presupposti normativi, gli estremi della somministrazione illecita di manodopera, in cui vi è un utilizzatore che si avvale dell'opera dei dipendenti, mentre il somministrante si limita a fornire il personale impegnato senza avere la necessaria autorizzazione. Per questi motivi, a tutela dei lavoratori, il nostro ordinamento ha predisposto una serie di paletti normativi e giurisprudenziali a volti a distinguere le ipotesi di appalto dalla somministrazione illecita di manodopera. E, d'altra parte, lo stesso Consiglio di Stato con la sentenza n. 1571/2018 ha statuito che la distinzione tra contratto di appalto e somministrazione del personale deve essere indagata in concreto sulla base di precisi indici fissati da normativa e giurisprudenza. Uno di questi indici...

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