Fattispecie - Nella fase di funzionamento dell'azienda, l'illegale ripartizione di utili costituisce un danno reale all'integrità del patrimonio aziendale. Secondo la dottrina aziendalistica, gli utili rappresentano i guadagni conseguiti dall'azienda in un determinato periodo d'imposta; sono rappresentati e quantificati dalla differenza positiva tra ricavi e costi derivanti dalla gestione caratteristica, imputati al conto economico dell'azienda. La determinazione di tale valore, di norma, avviene annualmente, in coincidenza con la fine dell'anno solare. È possibile, comunque, che l'anno contabile possa avere una cadenza diversa da quella dell'anno solare. Gli utili conseguiti sono la primaria fonte naturale di incremento del patrimonio netto di un'impresa in quanto rappresentativi di una delle sue parti ideali, nonché l'espressione del rendimento dell'investimento effettuato in occasione della sottoscrizione di quote sociali o acquisizione di azioni da parte dei terzi. Da quanto detto, appare evidente che il reato si concretizza non solo nel caso di ripartizione illegale di utili non effettivamente conseguiti, ma anche nel caso in cui vengano ripartiti degli utili “conseguiti” che per legge sono destinati a riserva o delle riserve che per legge non possono essere distribuite. Ci si riferisce, in quest'ultimo caso, alle c.d. riserve indivisibili o legate a un vincolo di destinazione.
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