Accertamento, riscossione e contenzioso
14 Agosto 2026
Il recente comunicato AIDC e il confine tra holding legittima e abuso
Il comunicato AIDC riapre il rapporto tra utili trattenuti, differimento dell’imposizione e abuso del diritto. La durata dell’accumulo può essere un indizio, ma non sostituisce i presupposti e l’onere probatorio dell’art. 10-bis.
Il recente comunicato AIDC sulle holding statiche riporta al centro un tema molto dibattuto: la mancata distribuzione degli utili non può trasformarsi, da sola, nella prova di una condotta abusiva. Il problema non è soltanto stabilire quando il differimento divenga indebito. Occorre prima verificare se la mancata distribuzione integri davvero un vantaggio fiscalmente rilevante, poiché il socio non dispone ancora di un reddito assoggettato a imposizione.Il punto di partenza resta l’art. 10-bis L. 212/2000. L’abuso richiede operazioni prive di sostanza economica che realizzino essenzialmente vantaggi fiscali indebiti. Non basta individuare un risparmio o un rinvio d’imposta: occorre dimostrare che il beneficio contrasti con la finalità delle norme fiscali o con i principi dell’ordinamento. La disposizione conserva inoltre la libertà di scegliere tra regimi e operazioni con diverso carico tributario, mentre le ragioni extrafiscali non marginali, anche organizzative o gestionali, escludono l’abuso.Su questo equilibrio interviene l’Atto di indirizzo MEF del 27.02.2025, che considera rilevanti anche i differimenti dell’imposizione “sine die” o significativamente posticipati. Il passaggio non può però essere isolato dal quadro legislativo. L’Atto costituisce un indirizzo interpretativo e applicativo adottato nel perimetro dell’art. 10-septies dello Statuto, non una fonte capace di introdurre un termine entro il quale la holding debba distribuire gli...