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Imposte e tasse 23 Novembre 2023

Il regime fiscale della trasformazione eterogenea

La trasformazione ai sensi dell’art. 2500-septies c.c. in ente non commerciale condiziona il regime fiscale neutro alla confluenza del compendio patrimoniale in un’azienda o in un complesso aziendale.

La disamina fiscale della trasformazione eterogenea non può che essere fatta dipartire dallo scrutinio letterale dell’art. 171 del Tuir, il cui c. 1 testualmente dispone: “In caso di trasformazione effettuata ai sensi dell’art 2500-septies c.c. di una società soggetta all’Ires in ente non commerciale, i beni della società si considerano realizzati in base al valore normale, salvo che non siano confluiti nell’azienda o nel complesso aziendale dell’ente stesso …In caso di trasformazione in comunione d’azienda si applicano le disposizioni di cui alla lett. h) dell’art. 67, Tuir”. La norma fiscale prospetta delle conseguenze impositive che solo ad un giudizio di superficie possono apparire lineari. Al di là della terminologia legislativa impiegata in maniera non appropriata “Si considerano realizzati in base al valore normale”, dal momento che “le plusvalenze realizzate” si ricongiungono solo a schemi contrattuali di tipo oneroso e sinallagmatico, mentre nella fattispecie in questione vengono a configurarsi le cosiddette “plusvalenze distribuite”, in quanto trattasi di plusvalenze raccordate all’estromissione fiscale dei beni dal regime d’impresa (le cosiddette plusvalenze per destinazione a finalità estranee all’esercizio dell’impresa), è il riferimento alla mera confluenza dei beni in un’azienda o complesso...

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