Il disegno di legge di Bilancio 2023 propone il ritorno allo strumento del voucher, modificando la disciplina delle prestazioni occasionali.
La novità principale è l’estensione, finora limitata ad alcune categorie di lavoratori (titolari di pensione, studenti con meno di 25 anni di età, disoccupati e percettori di prestazioni di sostegno del reddito), alle attività lavorative di carattere stagionale in ambito agricolo.
Si fa riferimento, in particolare, a prestazioni di natura occasionale che abbracciano un periodo non superiore a 45 giorni nel corso dell’anno solare, che danno luogo, per ciascun lavoratore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori (imprenditori agricoli), a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro e per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori, a compensi complessivamente non superiori a 10.000 euro, un tetto, quest’ultimo, raddoppiato rispetto ai 5.000 euro previsti dall’art. 54-bis D.L. 50/2017 (convertito con modificazioni dalla L. 96/2017), emendato dal Ddl di Bilancio.
Nella pratica: un lavoratore non potrà superare con i buoni lavoro il tetto di 5.000 euro l’anno (da più datori), mentre il limite per il datore di lavoro è fissato a 10.000 euro su più lavoratori. Inoltre, per le prestazioni rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore, il livello massimo del compenso resta fissato...