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Lavoro 30 Ottobre 2019

Il sì di Strasburgo al controllo di nascosto dei lavoratori

Riferita a un caso di furto, la sentenza della Corte mette in discussione il diritto alla privacy, senza tuttavia intaccarlo.

Il diritto del datore di lavoro di installare impianti audiovisivi o altre apparecchiature in grado di consentire il controllo a distanza dei lavoratori, nel nostro ordinamento è disciplinato dall’art. 4 L. 300/1970 (cd. Statuto dei Lavoratori) che l’assoggetta necessariamente alla stipula di un accordo collettivo o, in subordine, a un’autorizzazione amministrativa del competente Ispettorato del Lavoro. Tuttavia, tale principio garantista è stato proprio di recente messo in discussione dalla Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo, con una sentenza datata 17.10.2019. In essa viene sancita la possibilità di installare delle telecamere nascoste senza avvertire i dipendenti, qualora il datore di lavoro abbia fondati sospetti che lo stiano derubando e che il danno subito sia considerevole. La vicenda che ha dato luogo al pronunciamento della Corte ha avuto inizio nel 2009 in Spagna, vicino a Barcellona per la precisione, allorquando il direttore di un supermercato decise di indagare sulla mancata corrispondenza tra le scorte tenute in magazzino e quelle vendute giornalmente, tale da provocare una perdita di oltre 80.000 euro in pochi mesi. Fece dunque installare le telecamere nascoste al fine di smascherare i colpevoli. Effettuata la visione dei filmati, i dipendenti sorpresi a rubare, per se stessi o per gli altri, furono naturalmente licenziati, ma presentarono immediatamente causa adducendo, inutilmente, la violazione della loro...

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