In effetti, il primo vero risultato che si ottiene dall’uso dell’intelligenza artificiale in studio è proprio il risparmio di tempo, anche quando tale utilizzo viene fatto in modo elementare, purché corretto. Si parte quasi sempre dalla bozza della circolare, dalla sintesi di un documento, dal controllo di un’email o di un contratto. Ciò che prima richiedeva ore, oggi può richiedere pochi minuti.A questo punto la domanda da porsi è: il tempo che viene risparmiato in cosa viene investito?La verità, se ci pensate bene, è che il più delle volte questo tempo risparmiato si disperde. Il tempo liberato dall’uso di strumenti di intelligenza artificiale, infatti, se nessuno decide prima come deve essere utilizzato, viene di fatto riassorbito da altre attività quotidiane.Non fate questo errore - Esiste una delle leggi fondamentali del time management che dice che noi utilizzeremo per fare un’attività tutto il tempo che abbiamo a disposizione, finché non interviene un altro evento, un’urgenza, che ci farà terminare quell’attività per intraprenderne una più urgente. Questa è la famosa legge di Parkinson, storico navale britannico (e non dell’omonimo scienziato che scoprì la terribile malattia). Pensate che quella legge risale ben al 1955. Figuratevi oggi con l’intelligenza artificiale quanto questa legge torni ad essere attuale.Il risultato è che lo studio finisce per lavorare di più e non meglio. Quindi produrrà più quantità di contenuti, i...