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Lavoro 29 Ottobre 2021

Il tempo impiegato per recarsi sul luogo di lavoro è tempo lavorato

Lo sostiene la Cassazione, affermando inoltre che la contrattazione collettiva non può neutralizzare il periodo in cui il dipendente è stato a disposizione del datore di lavoro.

Il dipendente si presentava giornalmente all’azienda dove lavorava e veniva di volta in volta destinato altrove per svolgere l’attività lavorativa. È sorta controversia se il tempo necessario per recarsi sul luogo di lavoro è da considerarsi come “orario di lavoro”. La Suprema Corte di Cassazione (Cass. Civile, sez. lav., 13.10.2021, n. 27920), nel confermare la sentenza impugnata, ha recentemente espresso il principio, di seguito riportato, in linea con le ormai consolidate pronunce giurisprudenziali della medesima Corte. È stato, infatti, ribadito che il tempo necessario al dipendente per recarsi sul luogo di lavoro deve essere considerato come lavorativo, nel caso in cui lo spostamento sia funzionale rispetto alla prestazione. La fattispecie si è verificata nel caso di specie esaminato, in cui lo spostamento è stato, all'evidenza, funzionale rispetto alla prestazione, poiché il dipendente, obbligato a presentarsi presso la sede aziendale, è stato poi di volta in volta destinato in diverse località per svolgervi la propria prestazione lavorativa. Pertanto, del tutto condivisibilmente, dopo aver esaminato la nozione di orario di lavoro, secondo cui rientra nell'orario di lavoro qualsiasi periodo in cui il lavoratore è al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell'esercizio della sua attività e delle sue funzioni, conformemente alle legislazioni ed alle...

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