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Lavoro 09 Novembre 2018

Illegittimi i licenziamenti collettivi dopo una scissione aziendale


Con due sentenze “gemelle” del 2018 (n. 19863 e n. 20620, l'ultima, depositata il 7.08.2018), la Corte di Cassazione ha avuto modo di pronunciarsi sulla disciplina dei licenziamenti collettivi connessi a operazioni di scissione societaria. Nel caso affrontato nella sentenza più recente, una società aveva operato una scissione parziale (attraverso l'assegnazione a 2 società di nuova costituzione di altrettanti rami d'azienda) redistribuendo la complessiva forza lavoro fra i 3 soggetti giuridici risultati dall'operazione. Operazione che, secondo la Cassazione (che ha confermato il parere espresso dai giudici della Corte d'Appello di Cagliari) costituisce negozio in frode alla legge qualora, nell'arco dei successivi 120 giorni, siano realizzati plurimi licenziamenti per giustificato motivo oggettivo; l'istituto è normato dall'art. 1344 C.C. secondo cui “la causa si reputa illecita quando il contratto costituisce il mezzo per eludere l'applicazione di una norma imperativa”. In altre parole, quello in frode alla legge è quindi un contratto, tipico o atipico, che, apparentemente rispettoso della lettera della legge, in realtà è posto in essere per eludere una norma imperativa e si sostanzia appunto quando gli stipulanti, attraverso gli accordi contrattuali, raggiungono un risultato vietato dalla legge, nonostante il mezzo impiegato sia lecito. A questa conclusione la...

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