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Diritto del lavoro e legislazione sociale 24 Marzo 2026

Impatriati: smart-working non preclude l’accesso al regime agevolato

Con la risposta n. 82/2026, l’Agenzia delle Entrate conferma che il lavoro in smart-working transnazionale reso in favore del medesimo datore di lavoro estero non preclude l’accesso al regime agevolato a favore dei lavoratori impatriati.

Con la risposta all’interpello n. 82/2026 l’Agenzia delle Entrate conferma che il lavoratore dipendente di un’azienda estera, che svolge la propria opera in Italia esclusivamente da remoto, può accedere al regime agevolativo a favore dei lavoratori impatriati. In particolare, nel quesito posto, l’istante evidenziava all’Amministrazione Finanziaria di essere cittadino italiano iscritto all’AIRE, di avere un contratto di lavoro dipendente con una società privata finlandese e di aver sempre lavorato al di fuori del territorio nazionale, nonché di poter svolgere, nel prossimo futuro, l’attività lavorativa in favore di quest’ultima integralmente in smart working nel territorio italiano.Secondo l’Agenzia, fermo il rispetto degli ulteriori obblighi previsti dalla normativa vigente, la continuità del rapporto di lavoro con un datore estero non rappresenta un elemento impeditivo dell’accesso al regime agevolato, individuandosi il fulcro di quest’ultimo nello svolgimento della prestazione lavorativa nel territorio dello Stato. Conseguentemente, il principale presupposto è ancorato alle disposizioni di cui all’art. 2 Tuir, secondo cui, ai fini delle imposte sui redditi, si considerano residenti le persone che, per la maggior parte del periodo d’imposta, hanno la residenza ai sensi del Codice Civile o il domicilio nel territorio dello Stato.L’accesso al regime agevolato è, difatti, disciplinato dalle disposizioni di cui all’art. 5 D.Lgs. 209/2023,...

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