Impatto dell’intelligenza artificiale sulle attività dei sindaci
L'introduzione dell'intelligenza artificiale nelle aziende richiede un'attenta vigilanza da parte del collegio sindacale, che deve garantire la corretta amministrazione e gestire i rischi legati all'uso di sistemi intelligenti.
Con l’introduzione dell’AI Act, della L. 23.09.2025, n. 132 e delle Linee guida di vigilanza del collegio sindacale sull’adozione dell’AI emanato dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, diverse sono le novità che impattano sull’attività di vigilanza svolte dai sindaci. Il nuovo documento emanato dal Cndcec deve essere visto come uno strumento di indirizzo, in quanto non amplia i doveri legali del collegio, che restano ancorati all’art. 2403 c.c., ma ne orienta l’applicazione alla luce dei nuovi scenari tecnologici.Le linee guida del Cndcec chiedono espressamente che sia il consiglio di amministrazione a guidare questo passaggio all’AI all’interno delle aziende, valutandone l’impatto su processi e persone, programmando percorsi di reskilling e definendo indicatori di monitoraggio dei progetti.Per il collegio, vigilare sulla “corretta amministrazione” in presenza dell’AI, significa verificare che le decisioni sull’introduzione e sull’uso dei sistemi intelligenti siano supportate da analisi dei rischi e dei benefici e che vi sia coerenza tra le iniziative legate all’AI, il piano strategico e la sostenibilità economico-finanziaria. I sindaci, quindi, devono “sviluppare un nuovo approccio di vigilanza, verificando che l’adozione di tali tecnologie sia conforme alle leggi, agli standard di buona governance e agli interessi di lungo termine degli azionisti e svolgere un’azione di supervisione...