Altre imposte indirette e altri tributi
08 Agosto 2026
Imposta di registro per il preliminare risolto consensualmente
La Cassazione ritiene che la risoluzione per mutuo consenso di un contratto preliminare costituisca un nuovo negozio giuridico. La restituzione della caparra confirmatoria, pertanto, è soggetta all'imposta di registro proporzionale del 3%.
Normalmente si è portati a pensare che la risoluzione consensuale di un contratto preliminare di compravendita sia una semplice eliminazione degli effetti dell’accordo precedentemente concluso. Di tale avviso per ben 2 gradi è stata anche la giustizia ordinaria, ma la Corte di Cassazione, con l'ordinanza 28.06.2026, n. 22164, ha sovvertito tale impostazione, qualificando il mutuo dissenso come un autonomo negozio giuridico produttivo di effetti patrimoniali.La controversia trae origine dalla risoluzione consensuale di un contratto preliminare di compravendita immobiliare, con contestuale restituzione di una caparra confirmatoria pari a 700.000 euro. L'Agenzia delle Entrate aveva liquidato l'imposta di registro nella misura proporzionale del 3% sull'importo restituito, mentre i giudici di merito avevano accolto le ragioni dei contribuenti, ritenendo che la restituzione della caparra costituisse una mera conseguenza del venir meno del contratto originario e non un'autonoma manifestazione di capacità contributiva. La Suprema Corte ha ribaltato tale impostazione richiamando il proprio consolidato orientamento (sentenza Cassazione n. 26212/2021) che qualifica il mutuo dissenso come una vera e propria ritrattazione bilaterale del contratto, secondo cui il mutuo dissenso non rappresenta un semplice effetto estintivo del precedente contratto, bensì un nuovo negozio giuridico mediante il quale le parti, nell'esercizio della propria autonomia negoziale, eliminano consensualmente...