Società e contratti 30 Gennaio 2026

Imputazione delle perdite nelle S.A.S. e società trasparenti

La Cassazione torna sulle perdite imputabili ai soci di S.A.S., senza chiarire il significato di “perdite eccedenti il capitale sociale”. Il confronto con il regime di trasparenza delle società di capitali induce a privilegiare una lettura civilistica, riferita all’intero patrimonio netto.

La Cassazione, con l’ordinanza 21.01.2026, n. 1284, ripropone il tema delle perdite spettanti al socio accomandante. La vicenda contenziosa non dipana però la questione in ordine all’esatto ammontare delle perdite imputabili al socio accomandante e al socio accomandatario, in quanto nella sentenza si rinviene un mero riferimento (letteralmente ripetitivo del testo di legge) “alle perdite eccedenti il capitale sociale” senza alcuna specificazione in ordine al significato da attribuire alla locuzione “eccedenti il capitale sociale”, ossia se il parametro di confronto debba essere inteso solo raccordato all’isolato capitale sociale o all’intero patrimonio netto, dovendosi assumere (come sarebbe senz’altro corretto declinare la soluzione sul piano civilistico) il capitale sociale come l’ultima risorsa sociale a venire erosa dalle perdite. In ordine alla questione in oggetto si deve considerare come mentre l’art. 7, c. 2 D.M. 23.04.2004, recante le disposizioni attuative del regime di tassazione per trasparenza nell’ambito delle società di capitali, letteralmente prevede che: “Le perdite fiscali della società partecipata sono imputate ai soci nel periodo d’imposta ... in proporzione alle quote di partecipazione alle perdite dell’esercizio, entro il limite delle rispettive quote del patrimonio netto contabile della società partecipata, determinato senza considerare la perdita dell’esercizio e tenendo conto dei conferimenti effettuati entro la...

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