Imu 2026: quadro aggiornato e agevolazioni per i terreni agricoli
Nel 2026 l’Imu resta il tributo cardine sugli immobili: confermate esenzioni per CD e IAP, nuove aliquote base post 2020 e chiarimenti della Cassazione che rafforzano il ruolo dell’iscrizione previdenziale agricola.
L’imposta municipale propria (Imu), introdotta dall’art. 13 D.L. 201/2011, costituisce il principale prelievo patrimoniale sugli immobili, in sostituzione dell’Ici e della componente Irpef sugli immobili non locati. A decorrere dal 2020, la L. 160/2019 ha ridisegnato l’imposta, accorpando Imu e Tasi nella cosiddetta “nuova Imu”, disciplina oggi pienamente a regime.Il presupposto dell’imposta è rappresentato dal possesso di immobili, inclusi fabbricati, aree edificabili e terreni agricoli, da parte di proprietari o titolari di diritti reali quali usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi e superficie. Restano escluse alcune fattispecie, tra cui le abitazioni principali non di lusso, i fabbricati rurali strumentali e i terreni agricoli ubicati in Comuni montani.La base imponibile varia in funzione della tipologia di immobile. Per i fabbricati iscritti in catasto si parte dalla rendita catastale rivalutata del 5%, moltiplicata per specifici coefficienti; per le aree edificabili rileva il valore venale in comune commercio; per i terreni agricoli si considera il reddito dominicale rivalutato del 25%, moltiplicato per 135. Sono inoltre previste riduzioni in presenza di particolari condizioni.L’imposta si determina applicando l’aliquota deliberata dal Comune di ubicazione dell’immobile. In assenza di delibera, si applica l’aliquota base dello 0,86%, aggiornata rispetto al previgente 0,76%. I Comuni possono comunque variarla entro i limiti stabiliti dalla legge....