Diciamo subito che la novità normativa di cui ci accingiamo a riferire non ci convince affatto. Il decreto fiscale 2020 (D.L. 124/2019) contiene una serie di norme volte a ottenere un aumento del gettito attraverso controlli preventivi. La volontà evidente è di aggredire l'evasione. Sin qui bene, ma non ci piace che l'onere dei controlli sia spostato dalla PA alle aziende private, sotto minaccia di sanzioni anche penali.
Un chiaro esempio è contenuto nella nuova disciplina che si sta delineando in merito alla responsabilità solidale del committente per il versamento delle ritenute sui redditi dei lavoratori impiegati nell'appalto o nel subappalto. Dopo diversi esperimenti, l'ultima soluzione normativa è quella di addossare al committente l'onere del versamento delle ritenute fiscali dovute, senza possibilità di compensazione, in relazione ai lavoratori subordinati impiegati nell'appalto. Chiariamo per gli increduli che qui non si parla del versamento delle ritenute per i propri lavoratori (adempimento che tutti diamo ormai per scontato), ma del versamento a favore dei lavoratori impiegati dagli appaltatori, cioè lavoratori subordinati di un terzo soggetto, non stipendiati dal committente.
Inevitabili i problemi pratici. Per esempio, con quali soldi il committente dovrà pagare le ritenute? Si profila qui un singolare obbligo dell'appaltatore di pagare il proprio committente...