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Diritto 11 Dicembre 2020

Inammissibilità di pratiche dilatorie nel processo tributario

Un'istanza di rinvio della discussione può integrare gli estremi dell’abuso del processo e in tal caso è legittimo il diniego del giudice a tali richieste.

Se la difesa del contribuente ha avuto a disposizione ampio margine per la produzione di difese scritte, la proponibilità di un'istanza di rinvio della discussione deve essere perentoriamente rigettata in quanto evidentemente dilatoria e quindi inammissibile. Una siffatta richiesta integrerebbe gli estremi dell’abuso del processo: ipotesi che si rinviene nella violazione dei canoni generali di correttezza e buona fede e dei principi di lealtà processuale e del giusto processo, quando la parte cerca di sfruttare gli strumenti processuali per perseguire scopi diversi e devianti rispetto a quelli per cui l'ordinamento ha predisposto tali strumenti. Tale principio emerge da una recente pronuncia della CTP di Reggio Emilia (sent. 1.12.2020, n. 223) che censura la condotta della difesa del contribuente per avere fatto ricorso dilatoriamente e senza alcuna giustificazione a mezzi di impugnazione manifestamente strumentali e opportunistici, tali da configurare un evidente abuso del processo. Invero, nella realtà, un comportamento formalmente corrispondente all’esercizio di un diritto, per la modalità in cui si manifesta o per il contesto in cui si realizza, si può in concreto rivelare palesemente antitetico rispetto ai valori che hanno ispirato la medesima previsione. Si giunge pertanto a una conclusione scontata, in adesione al dispositivo dell’art. 88 c.p.c. che, com’è noto, impone alle parti e ai loro...

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