Accertamento, riscossione e contenzioso 13 Gennaio 2026

Indagini sui conti correnti: per la CEDU regole italiane da riscrivere

La Corte europea dei diritti dell’uomo ancora una volta contro il Fisco italiano puntando il dito contro le modalità di accesso ai dati bancari.

La pronuncia della Corte europea dei diritti dell’uomo depositata l’8.01.2026 segna un passaggio che difficilmente potrà essere archiviato come un episodio isolato. Con riferimento ai ricorsi nn. 4067/19 e 34583/20, i giudici di Strasburgo hanno affermato un principio netto: l’accesso ai dati bancari dei contribuenti costituisce un’ingerenza nella vita privata, ai sensi dell’art. 8 della CEDU, e il sistema italiano, così come oggi costruito e applicato, non offre garanzie sufficienti per renderlo compatibile con la Convenzione. Il punto non è tanto il potere di indagine in sé, che resta legittimo e funzionale alla lotta all’evasione, quanto il modo in cui questo potere viene esercitato, senza limiti normativi chiari e senza tutele procedurali effettive.Nel caso esaminato, 2 contribuenti erano stati informati dalle rispettive banche dell’avvenuta richiesta, da parte dell’Amministrazione Finanziaria, di informazioni dettagliate sui rapporti intrattenuti, sulle operazioni e sulla movimentazione dei conti in determinati periodi. Le richieste trovavano fondamento negli artt. 32, c. 1, n. 7 D.P.R. 600/1973 e 51, c. 2, n. 7 D.P.R. 633/1972, norme che consentono agli uffici fiscali e alla Guardia di Finanza di acquisire dati e documenti da banche e intermediari finanziari. Secondo la Corte, però, queste disposizioni non delimitano in modo adeguato l’ambito della discrezionalità amministrativa, lasciando alle autorità un potere di scelta molto ampio,...

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