RICERCA ARTICOLI
Diritto 07 Febbraio 2022

Indebita compensazione e sequestro preventivo

Qualora il profitto derivante dal reato sia costituito da denaro è ammesso il sequestro preventivo ai fini della confisca delle somme presenti sul conto corrente societario indipendentemente dalla liceità delle rimesse depositate sul conto.

Secondo la sentenza delle Sezioni Unite (18.11.2021, n. 42415), il sequestro preventivo finalizzato alla confisca in forma diretta del profitto derivante dal delitto di indebita compensazione (art. 10-quater D. Lgs. 74/2000) può avere a oggetto il saldo attivo presente sul conto corrente sociale al momento della consumazione del reato sul rilievo indiziario che le disponibilità monetarie si siano accresciute per il risparmio di spesa conseguito con il mancato versamento dell’imposta, restando onere della difesa allegare circostanze specifiche da cui desumere che, alla data di consumazione del reato, non vi fossero sul predetto conto somme liquide a disposizione del contribuente o che il denaro sequestrato sia frutto di accrediti con causa lecita effettuati successivamente a tale momento. Non sarebbero pertanto sequestrabili quelle somme prive del collegamento eziologico tra reato e profitto e giunte sui conti correnti da attività sociali del tutto lecite. Una tale interpretazione renderebbe, però, nei fatti, inapplicabile l’istituto del sequestro preventivo in via diretta nei confronti della persona giuridica beneficiaria del reato, producendo il reato tributario non già una nuova entrata bensì una mancata uscita. È chiaro che qualsiasi somma presente sul conto corrente dell’ente alla data della consumazione del reato non potrà mai essere diretta derivazione della consumazione del reato,...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.