Paghe e contributi 23 Settembre 2024

Indennità non percepite: la Cassazione si esprime sulla prescrizione

La Corte di Cassazione stabilisce che il diritto all’indennità fissa non ricevuta si prescrive in 5 anni, anche durante il rapporto di lavoro. La sentenza chiarisce i termini per i crediti dei lavoratori, con effetti notevoli sui diritti economici.

Nuovo punto di vista sui termini di prescrizione - La recente ordinanza della Corte di Cassazione, sezione lavoro, 5.09.2024, n. 23847 ha stabilito un principio rilevante riguardo la prescrizione delle indennità fisse non ricevute dai lavoratori. Secondo la Suprema Corte, il diritto a tali indennità si prescrive in 5 anni e questo termine decorre anche nel corso del rapporto di lavoro. Questa decisione modifica la precedente interpretazione che prevedeva una prescrizione decennale, riducendo notevolmente il periodo entro il quale i lavoratori possono richiedere il pagamento di indennità arretrate.Caso esaminato e suoi effetti - La questione si è fatta strada da una controversia tra un dipendente e una società pubblica. Il lavoratore aveva richiesto il pagamento di un’indennità fissa non ricevuta per un periodo di 14 anni. In primo grado, il giudice aveva riconosciuto una prescrizione decennale, mentre in appello il tribunale aveva confermato il diritto all’indennità, ma ridotto la somma dovuta per parziale prescrizione. La Cassazione, intervenendo sul punto, ha chiarito che il termine corretto di prescrizione è di 5 anni. Questa decisione avrà conseguenze rilevanti sui diritti economici dei lavoratori e sulle responsabilità delle aziende.Conseguenze concrete della sentenza - Il nuovo punto di vista della Corte di Cassazione porta a effetti tangibili per i lavoratori e le aziende. I dipendenti dovranno prestare maggiore attenzione ai propri diritti economici,...

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