Accertamento, riscossione e contenzioso
18 Luglio 2026
Influencer: stretta su attività digitali e compensi all’estero
L'Erario intensifica i controlli sui creator sfruttando lo scambio dati europeo. Nel mirino finiscono compensi occulti, crypto, fatturazioni estere, benefit in natura e tenori di vita lussuosi ma incompatibili con le dichiarazioni.
Attenzione dell'Erario su creator, agenzie e intermediari - L'Amministrazione Finanziaria sta concentrando le proprie risorse per monitorare attentamente chi lavora su Internet e produce contenuti nella cosiddetta creator economy. Grazie al recepimento della direttiva UE 2021/514 (cosiddetta DAC 7), le piattaforme digitali sono ora obbligate a trasmettere all'Agenzia delle Entrate i dati reddituali e identificativi di quegli utenti che superano la soglia di 2.000 euro di compensi lordi annui o che effettuano più di 30 transazioni rilevanti all'anno. A questo flusso automatico di informazioni si affiancano indagini mirate: il Fisco ha iniziato a spedire questionari per acquisire i dettagli dei profili social, i legami commerciali, gli estratti conto bancari dei creator e, soprattutto, le fatture emesse verso controparti estere. Attenzione, però: nel mirino non ci sono solo i creator, ma anche le agenzie di comunicazione e gli intermediari commerciali. Queste realtà gestiscono i budget dei brand e, se non tracciano correttamente i flussi economici come sostituti d'imposta, rischiano accertamenti a catena.Inquadramento fiscale e previdenziale più nitido - Nonostante il Tuir non contenga ancora una disciplina organica interamente dedicata alle star del web, il sistema normativo sta prendendo le misure a questa nuova professione, inquadrandola di volta in volta come lavoro autonomo, reddito d'impresa o attività occasionale. Un importante riconoscimento è arrivato con...