Diritto privato, commerciale e amministrativo
06 Giugno 2026
Inserire dati sensibili all’interno di tool AI: i rischi concreti
La diffusione dell’intelligenza artificiale (AI) nel contesto lavorativo mette in luce una tendenza preoccupante come l’inserimento di dati aziendali riservati in strumenti di AI generativa (e simili).
Secondo il report della società di recruiting La Fosse, il 73% degli intervistati dichiara di aver caricato informazioni sensibili all’interno di tool AI. L’indagine, basata sulle risposte di oltre 2.000 lavoratori del settore tecnologico nel Regno Unito, ha evidenziato inoltre che: più della metà dei partecipanti (52%) segnala che decisioni basate sull’AI vengono prese senza adeguata competenza o supervisione tecnica; vi è un sempre più frequente utilizzo dell’AI per compiti che non si sa realmente come svolgere; il 93% dei dirigenti ha ammesso di aver preso decisioni influenzate da dati inaccurati forniti all’AI.Le conseguenze di un tale approccio non sono solo teoriche. In molte organizzazioni, l’assenza di politiche formali e la mancanza di formazione spingono i dipendenti (e i dirigenti) a inserire informazioni riservate come nomi di clienti, documenti interni e credenziali di accesso nei prompt di AI, spesso senza comprenderne i rischi reali. Le lacune nelle misure di sicurezza e visibilità dei dati in ambito AI consentono che informazioni sensibili fluiscano nei modelli per motivi non previsti amplificando potenziali violazioni di privacy e responsabilità normative.Una delle conclusioni chiave del report di La Fosse è la presenza di un “corto circuito” in tema di compliance: più autonomia e responsabilità hanno i dirigenti nell’adozione di tecnologie AI, maggiore è l’esposizione ai rischi associati. Emergono poi lacune, tra cui la...