Accertamento, riscossione e contenzioso
31 Dicembre 2025
Interpelli fiscali: selettivi, condizionati (e forse a pagamento)
Il D.Lgs. 192/2025 ha riscritto le regole sugli interpelli fiscali: contributo dovuto solo per casi complessi, filtro tramite consultazione semplificata e deroga per il Gruppo Iva. Un sistema che cambia natura all'istituto, con molte incognite operative.
L’art. 12 D.Lgs. 18.12.2025, n. 192 (c.d. “Decreto correttivo”) è intervenuto in modo incisivo sulla disciplina degli interpelli, modificando l’art. 11 L. 212/2000 (c.d. “Statuto del contribuente”) e ridisegnandone l’accessibilità e le condizioni economiche. In linea con gli obiettivi della L. 111/2023, l’interpello non è più da intendersi come strumento di uso generalizzato, ma come una risorsa eccezionale, subordinata ad un doppio livello di filtraggio: da un lato, il contributo obbligatorio per le istanze “particolarmente complesse”; dall’altro, la preventiva consultazione della banca dati dell’Agenzia delle Entrate. Sul primo punto, l’art. 13, c. 3 del Decreto correttivo ha sostituito il precedente impianto normativo, stabilendo che solo per le fattispecie di particolare complessità il contribuente sarà tenuto al versamento di un contributo economico, la cui entità sarà definita da un futuro regolamento ministeriale. I parametri da considerare sono la tipologia del contribuente, il volume d’affari o di ricavi e la categoria di interpello presentato. Per effetto di queste modifiche, è stato superato l’approccio indiscriminato dell’onerosità, correggendo l’assetto delineato dal D.Lgs. 219/2023: di riflesso, tuttavia, sono stati introdotti nuovi profili di incertezza legati alla definizione operativa di “complessità” e alla discrezionalità ministeriale in fase attuativa. Ancora più impattante è il nuovo vincolo della...