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Amministrazione e bilancio 14 Luglio 2026

Iperammortamento 2026, dicitura in fattura non obbligatoria, ma cauta

La nuova maggiorazione fiscale per i beni 4.0 non replica il vincolo formale previsto per il credito d’imposta Transizione 4.0. Resta però opportuno inserire un riferimento normativo in fattura, DDT e fascicolo documentale.

La domanda è pratica, non accademica: per i beni 4.0 che rientrano nel nuovo iperammortamento 2026 deve essere riportata in fattura una dicitura obbligatoria, come accadeva per il credito d’imposta Transizione 4.0? La risposta, allo stato della normativa e della disciplina attuativa, è negativa. Non emerge un obbligo espresso di indicare in fattura il riferimento alla nuova agevolazione. Ma questa conclusione non autorizza leggerezze documentali. Anzi, proprio perché la misura non funziona più come credito d’imposta compensabile, ma come maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto, la ricostruzione del bene agevolato deve essere ancora più ordinata.Il nuovo impianto nasce dall’art. 1, cc. 427-436 L. 30.12.2025, n. 199 e trova attuazione nel D.M. Imprese-Economia 7.05.2026. La misura riguarda gli investimenti in beni materiali e immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi effettuati dal 1.01.2026 al 30.09.2028. Il vantaggio non si traduce in un credito da utilizzare in F24. Opera, invece, attraverso una maggiorazione del costo di acquisizione rilevante ai fini delle imposte sui redditi.Il confronto con la precedente disciplina del credito d’imposta 4.0 è inevitabile. Nel vecchio regime, l’art. 1, c. 1062 L. 178/2020 richiedeva che le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati contenessero l’espresso riferimento alle disposizioni agevolative. L’Agenzia delle Entrate, con...

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