Per concludere l’analisi dei correttivi introdotti agli ISA applicabili al periodo di imposta 2025 (D.M. 15.04.2026), occorre dar conto degli interventi di natura settoriale e territoriale. Se da un lato il legislatore ha previsto tutele trasversali per chi ha subito una contrazione dei margini, dall'altro ha ritenuto necessario, per specifici settori, introdurre correttivi ad hoc.L’allegato 3 al decreto prevede un affinamento delle variabili precalcolate, finalizzato a inquadrare correttamente la natura giuridica del soggetto, attingendo direttamente alle banche dati istituzionali. Viene rilevato lo status di ente non commerciale attraverso la verifica del modello dichiarativo presentato e riconosciuta la veste di cooperativa, con una distinzione fondamentale tra quelle a mutualità prevalente e le altre tipologie, grazie all'interrogazione dell'apposito albo tenuto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Le funzioni di stima terranno pertanto conto della reale mission del contribuente.L'allegato 4 introduce un meccanismo di salvaguardia per sterilizzare il carovita. Viene effettuato un raffronto tra le tariffe dichiarate dal contribuente e i valori medi del settore, rivalutando questi ultimi in misura proporzionale alla variazione annua dell'inflazione di fondo, misurata dall'Istat, depurandola dai costi energetici e dagli alimentari freschi. Di conseguenza, se un professionista o un'impresa non ha potuto adeguare i propri listini al passo con l'inflazione...