Vivere, in prima persona, l’esperienza associazionistica giovanile può aiutare tanto nella professione e nella crescita all’interno di essa.
Innanzitutto, le varie problematiche lavorative possono essere affrontate praticamente in squadra, con un indispensabile supporto dato dall’esperienza empirica di chi, precedentemente, si è trovato a fronteggiare e risolvere la medesima situazione. In parallelo, la condivisione di momenti, anche ludici o informali e non necessariamente lavorativi, aumenta le possibilità di network, di cogliere e creare opportunità, magari prima impensabili, senza dimenticare la possibilità di fare del bene al prossimo.
Non meno importante, preme notare come l’associazionismo permetta, indirettamente ma non troppo, la realizzazione di alcuni dei più importanti obiettivi sociali attuali, tra cui il miglioramento del c.d. work-life balance, che ovviamente vale anche per il professionista. A tal proposito, preme citare la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro: “L’equilibrio vita-lavoro è una situazione in cui la vita professionale di un individuo e la sua vita privata si compensano in modo soddisfacente. Garantire un migliore equilibrio tra vita privata e professionale per i lavoratori durante tutto il corso della vita è un obiettivo politico dell’UE da molti anni in quanto è fondamentale per garantire che il...