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Lavoro 01 Giugno 2023

La Cassazione in tema di somministrazione fraudolenta

La Corte di Cassazione penale, Sez. III, con sentenza 4.05.2023, n. 18530, entra nel merito di una fattispecie quale la somministrazione “fraudolenta” di manodopera, un importante strumento posto a contrasto dell’interposizione illecita. 

La sentenza della Cassazione n. 18530/2023 è una delle poche in materia della specifica fattispecie della somministrazione “fraudolenta”. La somministrazione fraudolenta è cosa diversa e più grave della somministrazione irregolare, e si distingue da essa perché, nel prevedere le medesime connotazioni (somministrazione non genuina, anche sotto le forme di appalto e distacco illecito, di fatto il vecchio “prestito di manodopera”, già bandito nel nostro Paese con la L. 1369/1960), richiede che la somministrazione di lavoro sia posta in essere con la specifica finalità di eludere norme inderogabili di legge o di contratto collettivo applicate al lavoratore. Le conseguenze sono diverse, soprattutto è diversa la qualificazione giuridica delle violazioni, poiché la somministrazione fraudolenta è un reato, mentre la somministrazione solo illecita è stata depenalizzata nel 2015. La previsione originaria di tale violazione era nella Legge Biagi, all'art. 28 D.Lgs. 276/2003, ma il D.Lgs. 81/2015, conseguente alla legge delega n. 183/2014 (c.d. Jobs Act), veniva abrogata, salvo rientrare nel nostro ordinamento con la L. 96/2018, di conversione del D.L. 87/2018, che ha appunto reintrodotto, con l'aggiunta dell’art. 38-bis al D.Lgs. 81/2015, il reato di somministrazione fraudolenta. Entrando nel merito della sentenza, la fattispecie oggetto delle censure degli ispettori del...

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