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Diritto 19 Novembre 2019

La Cassazione rafforza l'unicità indiziaria fiscale

Ancora una volta viene confermata la valenza probatoria anche qualora non ricorra la molteplicità dei fattori "gravi, precisi e concordanti", come definito nel testo normativo.

Con l’ordinanza 29.10.2019, n. 27632, la Suprema Corte conferma un discusso principio secondo cui nella ricostruzione del reddito, i fattori di rideterminazione impiegati nel contesto dell’accertamento e poi resi disponibili al giudice come mera fonte di presunzione, non debbono essere necessariamente plurimi e che quindi il definitivo convincimento del giudice - ai fini della decisione - si possa fondare anche su un elemento unico, preciso e grave. Viene precisato che, nell'ambito del processo logico applicato in concreto, la correlata stima di rilevanza, se sorretta da motivazione adeguata e logicamente non contraddittoria, non può nemmeno costituire oggetto di sindacato in ambito di intervento di legittimità. Nonostante, quindi, le disposizioni di riferimento (art. 2729, c, 1 C.C.; art. 38, c. 4 D.P.R. 600/1973; e 54 D.P.R. 633/1972) si esprimano testualmente al plurale ("indizi"), la Cassazione ritiene fondato l'accertamento presuntivo che prescinda dalla pluralità di riscontri, nonostante la grammatica del testo non lasci alcun dubbio interpretativo. Posta la piena validità delle presunzioni, il legislatore si esprime inequivocabilmente per la ammissibilità dell’accertamento presuntivo, purché basato su elementi informativi dotati dei requisiti di gravità, precisione e concordanza. Con l'espressa introduzione dell’ultimo termine, la concordanza, lo stesso legislatore ha...

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