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Lavoro 02 Maggio 2022

La certificazione in ambienti confinati

Un istituto di non facile applicazione, specie in materia di subappalto.

Una particolare forma di certificazione dei contratti riguarda gli ambienti confinati e a forte rischio di inquinamento. Possono riguardare settori del tutto marginali come lo spurgo delle fogne o la pulizia dei camini, ma anche ambiti ben più rilevanti sul piano tecnico ed economico, basti pensare ai contratti di appalto in settori vitali come lo sfruttamento del petrolio, del gas o altra fonte energetica. In considerazione di uno spettro così ampio, è preliminarmente opportuno capire la distinzione tra “luoghi sospetti di inquinamento” e “luoghi confinati”. I primi sono indicati dall’art. 66, c. 1 D.Lgs. 81/2008 che li identifica nei pozzi neri, nelle fogne, nei camini, nelle fosse, nelle gallerie e, in generale, negli ambienti, nei recipienti e nelle condutture da dove possono promanare gas deleteri; i secondi, invece sono contenuti nell’allegato IV punto 3 del D.Lgs. 81/2008 e concernono silos, serbatoi, canalizzazioni, tubazioni, ecc. Naturalmente, l’attività lavorativa in settori così delicati, secondo il D.P.R. 177/2011 può essere svolta unicamente da imprese o lavoratori autonomi qualificati che posseggano determinate caratteristiche: integrale rispetto delle vigenti disposizioni in materia di valutazione dei rischi, di sorveglianza sanitaria e gestione delle emergenze. Ciò significa una scrupolosa osservanza delle norme di sicurezza generali o specifiche dei singoli...

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