Le scritture contabili e l’importanza della loro corretta istituzione e tenuta da parte del contribuente rappresentano un fattore fondamentale nel contesto dei controlli che lo Stato effettua per la verifica della posizione fiscale di ogni soggetto.
Le scritture contabili nel contesto dell’esercizio di un’attività d’impresa assumono una funzione giuridica avente una doppia rilevanza: sia esterna, che interna, rispetto al soggetto che le forma.
Nel diritto tributario, questa doppia valenza si estrinseca nel fatto che le scritture, oltre a costituire la base per operare tutte le operazioni oggetto di tassazione (documentazione e contabilizzazione delle operazioni), rappresentano un utile e imprescindibile elemento per poter operare le verifiche nei confronti del contribuente. Si consideri, infatti, come l’esibizione delle scritture, e il sotteso obbligo di ostensione delle stesse, rappresenti un fatto notoriamente fisiologico nell’ambito delle dinamiche delle interazioni tra Fisco e contribuente, in considerazione del fatto che, solo e soltanto attraverso la disamina di tali supporti documentali, risulta possibile operare una compiuta ricostruzione e un controllo della posizione del contribuente, rispetto alla effettività e correttezza delle imposte dovute.
Nelle scritture contabili sono documentati e conservati i fatti, aventi rilevanza fiscale, prodotti nella sfera giuridica del contribuente. A tale funzione si riconnette specularmente l’interesse erariale alla corretta determinazione ed esazione dei tributi dovuti.
Sulla rilevanza di una corretta e completa tenuta della contabilità nei termini appena descritti, si annota un recente intervento della...