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Diritto
24 Aprile 2020
La decisione del Giudice sostituisce i risultati dell’accertamento
La natura di giudizio di “impugnazione-merito” rende pienamente legittima l'operazione del magistrato tributario che sostituisce le pregresse determinazioni trasfuse nell’accertamento.
I giudici di Piazza Cavour (Cass. Civ. Sez. V, ordinanza 6.04.2020, n. 7695) hanno rimarcato la natura del “decisum” del giudice tributario, confermandone la natura di giudizio di impugnazione-merito in quanto non esclusivamente diretto a caducare gli effetti dell’atto impugnato, potendo anche contenere una completa riforma nel merito rispetto alle risultanze del rapporto tributario oggetto di contenzioso. La decisione della Commissione Tributaria potrebbe quindi sostituirsi in maniera piena ai risultati dell’accertamento posto in essere dall’Ufficio finanziario. Gli effetti che conseguono sono piuttosto evidenti: qualora il giudice tributario consideri come “non valide” le risultanze dell’accertamento tributario, per ragioni di carattere non formale, ma di carattere sostanziale, avrà il potere-dovere di decidere sul merito della questione, potendo pervenire anche a un accertamento delle imposte dovute che si discosti quantitativamente dai pregressi risultati dell’accertamento stesso.
Il principio di diritto che ne deriva, permette di confermare come il giudizio tributario non si connoti, di fatto, alla stregua di un giudizio di impugnazione-annullamento, bensì come un giudizio di "impugnazione-merito" e che, in quanto, tale non è finalizzato solamente a elidere gli effetti dell’atto impugnato, ma è diretto alla pronuncia di una decisione di merito sullo stesso rapporto...