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Diritto 05 Agosto 2021

La difesa del Fisco nel giudizio per fallimento

Il Fisco può scegliere se farsi difendere dall'Avvocatura o da un avvocato del libero foro, ma ci sono dei paletti.

Ai fini della rappresentanza e difesa in giudizio, l'Agenzia delle Entrate-Riscossione, impregiudicata la generale facoltà di avvalersi anche di propri dipendenti delegati davanti al Tribunale e al giudice di pace, si avvale: dell'avvocatura dello Stato nei casi previsti come riservati a essa dalla convenzione intervenuta (fatte salve le ipotesi di conflitto e, ai sensi dell'art. 43, c. 4, R.D. 1611/1933, di apposita motivata delibera da adottare in casi speciali e da sottoporre all'organo di vigilanza), oppure ove vengano in rilievo questioni di massima o aventi notevoli riflessi economici; di avvocati del libero foro, senza bisogno di formalità, né della delibera prevista dall'art. 43, c. 4 R.D. 1611/1933, nel rispetto degli artt. 4 e 17 D.Lgs. 50/2016 e dei criteri di cui agli atti di carattere generale adottati ai sensi dell'art. 1, c. 5 D.L. 193/2016, conv. in L. 225/2016, in tutti gli altri casi e in quelli in cui, pure riservati convenzionalmente all'avvocatura erariale, questa non sia disponibile ad assumere il patrocinio. Quando la scelta tra il patrocinio dell'avvocatura erariale e quello di un avvocato del libero foro discende dalla riconduzione della fattispecie alle ipotesi previste dalla convenzione tra l'Agenzia e l'avvocatura dello Stato o di indisponibilità di questa ad assumere il patrocinio, la costituzione dell'Agenzia a mezzo dell'una o dell'altro "postula...

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