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Amministrazione e bilancio 06 Marzo 2026

La Direttiva UE 2026/470 ridisegna il perimento della sostenibilità

Direttiva UE 2026/470: obblighi di sostenibilità e diligenza concentrati sui grandi gruppi, con riduzione degli adempimenti. Per le imprese sottosoglia la sostenibilità è una scelta volontaria per restare sul mercato.

La direttiva UE 24.02.2026, n. 470, adottata dal Parlamento europeo e dal Consiglio, introduce modifiche sostanziali al quadro normativo europeo in materia di rendicontazione societaria di sostenibilità e dovere di diligenza (due diligence). L'obiettivo principale è ridurre significativamente gli oneri amministrativi e rafforzare la competitività delle imprese dell'Unione, razionalizzando le norme esistenti senza rinunciare agli obiettivi del Green Deal europeo. Rendicontazione di sostenibilità (CSRD 2022/2464) - La direttiva rivede le regole precedenti e circoscrive l’obbligo di rendicontazione alle imprese di maggiore dimensione, considerate più in grado di sostenere i costi organizzativi e di conformità. L’obbligo di predisporre la rendicontazione di sostenibilità, sia su base individuale sia su base consolidata, è dovuta solo per imprese e gruppi che superano congiuntamente 450 milioni di euro di ricavi netti e una media annua superiore a 1.000 dipendenti. Le piccole e medie imprese, anche se quotate, escono dal perimetro dell’obbligo e potranno fare riferimento a principi volontari che la Commissione definirà per facilitare la raccolta e la circolazione dei dati lungo la catena del valore e migliorare il dialogo con il sistema del credito.Sul versante delle verifiche, viene rinviata al 1.07.2027 l’adozione dei principi per l’attestazione della conformità con livello di garanzia limitato (limited assurance) e viene eliminata la previsione di...

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