Accertamento, riscossione e contenzioso 28 Gennaio 2026

La distribuzione degli utili rimane una prova messianica

Nonostante i nuovi principi sulla prova nel processo tributario, la Cassazione continua a ritenere lecita la presunzione di distribuzione degli utili extracontabili nelle società a ristretta base.

Per la Corte di Cassazione (tra le altre, ord. 9.06.2025, n. 15274) le presunzioni relative alla distribuzione extracontabile di utili ritenuti conseguiti in nero sono da considerare ancora lecite nonostante i nuovi principi che coordinano la dialettica sulla prova nel processo tributario. Ebbene secondo il governo di tali nuovi principi l’atto impositivo dev’essere annullato se la prova della sua fondatezza manca o è contraddittoria o se è comunque insufficiente a dimostrare in modo circostanziato e puntuale le ragioni oggettive su cui si fonda il diritto erariale, ma la Cassazione insiste imperterrita nel ritenere lecita la presunzione della distribuzione degli utili extrabilancio.In dottrina, in specifico ordine a tale presunzione, si è sottolineato che se può essere considerato ragionevole che la prova incombente sull’Agenzia delle Entrate possa essere fornita anche ai sensi dell’art. 2729 c.c., configurandosi la presunzione semplice alla stregua di un mezzo di cognizione mediata e indiretta di un fatto controverso, è anche vero che, per assurgere al rango di piena prova, la presunzione debba essere la conseguenza quantomeno più probabile (e, quindi, non solo possibilistica) rispetto ad altre ipotesi pure deducibili dal fatto noto (come nel caso della presunzione in scrutinio possono essere la creazione di riserve occulte, la destinazione degli utili alla creazione di fondi per il pagamento di costi non contabilizzati, che se pur denotanti un manifesto...

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