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Diritto 13 Maggio 2020

La fattura del cedente connotato da inconsistenza

Nel contesto delle fatture soggettivamente inesistenti, un dato di rilievo può essere tratto dal concreto riscontro di una "deficienza strutturale" del prestanome.

Se le consistenze strutturali di un dato cedente risultano concretamente insufficienti per operare con regolarità e correttezza, le contestazioni troveranno utili supporti probatori per motivare i recuperi erariali. Infatti la Cassazione, con ordinanza 27.04.2020, n. 8177, avalla pienamente le conclusioni degli organi di controllo, nella direzione testé espressa. Nello specifico, la vicenda trae spunto da un'attività di verifica dell’Amministrazione Finanziaria che contestava la regolarità di costi relativi a operazioni soggettivamente inesistenti, in considerazione del fatto che le correlate cessioni risultavano operate da un'impresa cedente materialmente priva di un'adeguata struttura e organizzazione aziendale. Le istanze difensive del contribuente ponevano in rilievo che non si potesse conferire rilevanza alla sola struttura operativa: nel caso in esame, un'attività di rivendita di autovetture che realizzava un cospicuo fatturato era gestita in un locale seminterrato da due coniugi totalmente inesperti nel settore del commercio. È vero che si trattava di prove pienamente indiziarie, ma ritenute sufficienti per avallare i recuperi fiscali operati. In tale contesto, difatti, i Giudici di Piazza Cavour chiarivano che la prova dell'inesistenza delle operazioni e dei conseguenti recuperi erariali, ben potevano fondarsi su presunzioni semplici: tutto ciò, in considerazione del fatto che, in termini di...

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