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Diritto privato, commerciale e amministrativo 30 Maggio 2026

La nuova Guida Confindustria ridefinisce il whistleblowing interno

La Guida Confindustria 2026 supera l’approccio formale al whistleblowing e punta sulla qualità del sistema organizzativo. Al centro non c’è più solo il canale, ma la sua effettiva integrazione con governance, riservatezza e Modello 231.

Nel linguaggio della compliance aziendale, il whistleblowing è stato spesso trattato come un obbligo da assolvere attraverso l’attivazione di un canale, l’adozione di una procedura e la nomina di un soggetto incaricato della gestione. La nuova Guida operativa Confindustria per gli enti privati, aggiornata a maggio 2026, propone invece una visione più avanzata, nella quale il punto decisivo non è la sola esistenza del canale, ma la maturità complessiva del sistema organizzativo che lo rende effettivo.Il documento si inserisce nel quadro normativo definito dal D.Lgs. 24/2023, attuativo della direttiva UE 2019/1937, e si coordina con le Linee guida ANAC del 2023 e con quelle sul canale interno adottate nel dicembre 2025. In questo contesto, Confindustria offre alle imprese un’impostazione operativa che tiene conto delle differenze dimensionali, delle scelte di governance e dell’eventuale adozione del Modello 231.Il primo snodo riguarda la distinzione, spesso trascurata nella pratica, tra canale e sistema. Il canale è solo il punto di accesso della segnalazione, mentre il sistema comprende l’architettura organizzativa che ne governa il funzionamento. Da qui discende la necessità di un atto organizzativo ben strutturato, capace di individuare chi può segnalare, chi gestisce, quali fatti rientrano nella disciplina e quali passaggi devono seguire alla ricezione della segnalazione. La Guida rende evidente che senza questo collegamento iniziale il canale resta un...

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