La plusvalenza 2025 impone il ricalcolo degli acconti 2026
L'eliminazione della possibilità di rateizzare le plusvalenze da cessione di beni strumentali anticipa i suoi effetti: in caso di cessione avvenuta nel 2025, gli acconti 2026 dovranno essere ricalcolati senza considerare i benefici della rateizzazione ancora ammessa a saldo.
La modifica ai criteri di rateizzazione delle plusvalenze introdotta dalla legge di Bilancio 2026 non si limita a cambiare le regole per il futuro, ma sortisce effetti immediati anche sul meccanismo di calcolo degli acconti dovuti per il 2026. Come già analizzato in precedenza, dal 2026 le plusvalenze da cessione di beni strumentali (al di fuori delle operazioni di cessione d’azienda o ramo d’azienda) dovranno essere tassate integralmente nell’esercizio di realizzo. Tuttavia, una specifica disposizione colpisce in modo indiretto anche le plusvalenze realizzate nell'esercizio 2025, imponendo il ricalcolo degli acconti dovuti per l’anno successivo, posto che le imprese dovranno ricalcolare virtualmente le imposte del 2025, base di calcolo degli acconti dovuti con criterio storico per l’anno successivo, senza tenere conto della rateizzazione della plusvalenza ancora ammessa a saldo.L’impatto, a livello di liquidità, può risultare importante. Ipotizziamo il caso di una Srl che nel 2025 ha realizzato un utile civilistico di 150.000 euro e che non presenta altre variazioni fiscali se non quella connessa ad una plusvalenza di 100.000 euro, rateizzabile in 5 anni secondo la formulazione della norma vigente fino al 31.12.2025 (bene posseduto da oltre 3 anni). L'impresa sceglie di rateizzare tale plusvalenza in 5 quote annuali. Dal punto di vista del saldo d'imposta 2025, il reddito fiscale è pari a 70.000 euro, cui corrisponde un’Ires pari a 16.800 euro. La...