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Diritto
17 Gennaio 2023
La privacy spogliata dalla sua veste burocratica
Il Regolamento UE 2016/679 (RGPD) introduce un nuovo approccio al trattamento dei dati personali, ma al contempo definisce anche nuovi diritti in vista di scenari tecnologici e sociali di non facile previsione.
La privacy è oggi comunemente vista come un’aggiunta all’ormai pieno fardello burocratico che devono trascinarsi dietro le aziende nel corso delle loro quotidiane attività. Del resto, come non riconoscere ciò alla luce dell’attuale situazione economico-finanziaria che stanno vivendo buona parte dei Paesi (e delle imprese) dell’Unione Europea.
Ma vorrei in questo breve articolo presentare tale normativa, sfociata al termine di un tortuoso cammino nella promulgazione del Regolamento UE 2016/679, da un punto di vista diverso, ossia, dalla parte di coloro che hanno contribuito alla sua definizione. Un ruolo sicuramente molto importante in questo processo l’ha avuto un nostro connazionale, Giovanni Buttarelli, già segretario generale dell’Autorità Garante italiana, poi Garante europeo. Egli credeva fortemente nella necessità di una normativa che doveva “difendere” questo nuovo diritto. Buttarelli si chiese, e chiede, attraverso le testimonianze scritte che ci ha lasciato, come rendere possibile un nuovo umanesimo tecnologico, combattendo il culto della massimizzazione dei dati, obbligando tutti, in particolare giuristi e sociologi, a svolgere analisi più ampie su ciò che il futuro porterà in merito ai rischi per le libertà e i diritti nell’epoca della digitalizzazione dei dati.
Esemplificativa è la diversa concezione tra il vecchio e il nuovo...