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Diritto 14 Luglio 2022

La revoca della scissione

Alla luce del rigido sistema che opera nell’ambito delle operazioni straordinarie, ci si è chiesti se potesse ritenersi ammissibile l’azione revocatoria (o pauliana) dell’atto di scissione.

Se ai soci residua una tutela meramente risarcitoria, non essendo ammessa una tutela reale, esiste un’ipotesi che consente ai creditori di ottenere una declaratoria di inefficacia dell’atto di scissione mediante revocatoria. Come noto, tale azione mira a far ottenere al creditore che ritenga di aver subìto una diminuzione della garanzia patrimoniale, una declaratoria di inefficacia relativa dell’atto dispositivo realizzato consapevolmente dal debitore così da poter aggredire direttamente il terzo beneficiario del bene alienato o dismesso. Un 1° orientamento (cfr. Corte Appello Napoli, ordinanza 20.03.2018, n. 1033, di rinvio pregiudiziale ex art. 267 TFUE) poneva a sostegno della tesi dell'inammissibilità della revocatoria della scissione i seguenti argomenti: natura organizzativa dell’atto di scissione che non determinerebbe un trasferimento patrimoniale in senso stretto e quindi non sarebbe aggredibile con l’azione revocatoria; irretrattabilità degli effetti della scissione una volta iscritta al Registro delle Imprese ex art. 2504-quater c.c.; previsione nel nostro ordinamento di uno strumento di tutela ad hoc per i creditori della società scissa (opposizione alla scissione) che andrebbe quindi ad escludere il rimedio generale della revocatoria; facoltà per i creditori della società scissa di far falere la responsabilità solidale della società beneficiaria...

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