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Diritto
16 Giugno 2023
La riforma dell’equo compenso: punto per punto
L’estensione dell’istituto a tutto il comparto delle professioni intellettuali rafforza la tutela dei professionisti mediante la prevenzione dei casi di abuso da parte di grandi imprese registrati con frequenza negli anni scorsi.
Con la L. 21.04.2023, n. 49 “Disposizioni in materia di equo compenso delle prestazioni professionali”, il Parlamento ha approvato una riforma organica della normativa sull’equo compenso, estendendo tale istituto, pur con le notevoli limitazioni che vedremo, a tutto il comparto delle professioni intellettuali. La legge è entrata in vigore il 20.05.2023 ed è diretta a rafforzare la tutela dei professionisti e porre rimedio a situazioni di squilibrio nei rapporti contrattuali tra i professionisti e i clienti cosiddetti “forti”, indicati, quest’ultimi, nelle particolari categorie di imprese previste all’art. 2, c.1. Di seguito i tratti salienti della normativa.
Rapporti interessati - La nuova disciplina si applica ai rapporti professionali aventi ad oggetto la prestazione d'opera intellettuale (art. 2230 c.c.) regolati da convenzioni, sottoscritte dal 21.05.2023, relativamente allo svolgimento delle attività professionali svolte in favore di:
imprese bancarie e assicurative, loro società controllate e mandatarie;
imprese che nell'anno precedente al conferimento dell'incarico hanno avuto più di 50 lavoratori o hanno presentato ricavi annui superiori a 10 milioni di euro;
Pubblica Amministrazione e società disciplinate dal testo unico in materia di società a partecipazione pubblica.
La legge in discorso si applica altresì a ogni tipo di accordo...