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Diritto 10 Maggio 2021

La riforma della giustizia tributaria prevista dal Pnrr

In Cassazione il Fisco è perdente nella metà dei casi, tempi di decisione biblici, un arretrato di 50.000 processi. Tra le ipotesi, l'introduzione del rinvio pregiudiziale per risolvere dubbi interpretativi e prevenire decisioni difformi.

I Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza sono innanzitutto piani di riforma. Le linee di investimento devono essere accompagnate da una strategia di riforme orientata a migliorare le condizioni regolatorie e ordinamentali di contesto e a incrementare stabilmente l’equità, l’efficienza e la competitività del Paese. In questo senso le riforme devono considerarsi, allo stesso tempo, parte integrante dei Piani nazionali.
In linea con le Raccomandazioni della Commissione, le riforme previste dal presente Piano affrontano le debolezze del Paese per un verso in ottica strutturale (CRS 2019), per l’altro ai fini della ripresa e resilienza del sistema economico e sociale a fronte delle trasformazioni provocate dalla crisi pandemica (CSR 2020).
Le azioni messe in campo mirano non solo ad accrescere il potenziale di crescita, ma anche a ridurre le persistenti disparità regionali, intergenerazionali e di genere che rallentano lo sviluppo dell’economia. In particolare, sono previste tre tipologie di azioni: le riforme orizzontali, le riforme abilitanti e le riforme settoriali.

Tra le riforme orizzontali rientra la riforma della giustizia tributaria, teoricamente in approvazione entro il 2022. Il contenzioso tributario, settore cruciale per l’impatto che può avere sulla fiducia degli operatori economici, risente fortemente delle criticità legate ai tempi della amministrazione della giustizia. In particolare:
  • sotto il profilo quantitativo, il contenzioso tributario è una componente significativa dell’arretrato che si è accumulato dinanzi alla Corte di Cassazione. Secondo stime recenti, nonostante gli sforzi profusi sia dalla Sezione specializzata, sia dal personale ausiliario, alla fine del 2020 vi sono più di 50.000 ricorsi;
  • sotto il profilo qualitativo, le decisioni adottate dalla Corte di Cassazione comportano molto spesso la soccombenza del Fisco e l’annullamento di quanto è stato deciso in appello dalle Commissioni Tributarie Regionali: si è passati dal 52% nel 2016 al 47% nel 2020, con variazioni non particolarmente significative negli ultimi cinque anni;
  • sotto il profilo temporale, vi sono indizi che attestano tempi di giacenza dei ricorsi in Cassazione, in alcuni casi, superiori a 3 anni, i quali si aggiungono alla durata dei giudizi svolti nei due precedenti gradi di giudizio.
Gli interventi sono rivolti a ridurre il numero di ricorsi alla Cassazione e a farli decidere più speditamente, oltre che in modo adeguato.
Quanto alla modalità di attuazione, il Piano interviene sulla funzione predittiva connessa con la conoscenza della giurisprudenza, anche grazie alle risorse finanziarie disponibili, mediante il perfezionamento delle piattaforme tecnologiche e la loro piena accessibilità da parte del pubblico. Si tratta di un ambito sul quale il Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria ha prospettato interventi concreti.
Allo stesso scopo il Piano ipotizza di introdurre il rinvio pregiudiziale per risolvere dubbi interpretativi, così da prevenire anche la formazione di decisioni difformi dagli orientamenti consolidati della Corte di Cassazione.

Il Ministro della Giustizia, di concerto con il Mef, ha costituito una commissione di studio chiamata a elaborare proposte di interventi organizzativi e normativi per deflazionare e ridurre i tempi di definizione del contenzioso tributario. La commissione si avvale del contributo di esperti provenienti da diverse categorie professionali: studiosi, giudici tributari del merito e della Corte di Cassazione, componenti dell’organo di autogoverno della magistratura tributaria (Consiglio di presidenza della giustizia tributaria).