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Lavoro
11 Dicembre 2019
La sentenza della Corte di Giustizia UE in tema di orario di lavoro
Indicato il sistema di misurazione dell'effettiva durata della prestazione, cui si collegano istituti come il riposo giornaliero, quello settimanale e gli straordinari. Istruzioni per dirigenti e affini.
Alla luce della sentenza 14.05.2019 della Corte di Giustizia Ue, le legislazioni nazionali dei Paesi membri devono attivare “un sistema oggettivo, affidabile ed accessibile che consenta la misurazione della durata dell’orario di lavoro giornaliero svolto da ciascun lavoratore” con facoltà di deroga “quando la durata dell’orario di lavoro, a causa delle particolari caratteristiche dell’attività esercitata, non è misurata e/o predeterminata o può essere determinata dai lavoratori stessi”. Con tale sistema si vuole agevolare l’applicazione effettiva della disciplina sul riposo giornaliero di 11 ore nel corso di ogni periodo di 24 ore, sul riposo settimanale di 24 ore cui si sommano le 11 ore per ogni periodo di 7 giorni, nonché sull’obbligo di prevedere un limite di 48 ore alla durata media settimanale di lavoro, comprensivo delle prestazioni di lavoro straordinario.
L’esigenza espressa dalla sentenza trae origine dalla consapevolezza della difficoltà del lavoratore nel far valer i propri diritti per la posizione di debolezza all'interno dell'organizzazione aziendale. La sentenza è rilevante perché il criterio sancito non opera solamente per il giudice che ha sollevato la questione, ma può avere efficacia anche rispetto a qualsiasi altro caso che debba essere deciso in applicazione della medesima disposizione di diritto. Da quanto sopra sorge...