Se la legislazione in materia di sicurezza è destinata storicamente ai lavoratori subordinati a tempo indeterminato, la flessibilità del mercato del lavoro ha fatto emergere nuovi profili non standard, inquadrati in diverse tipologie contrattuali. Si tratta di figure che spesso e per varie ragioni si trovano a operare in condizioni di minor tutela a causa dell'insicurezza del posto di lavoro o della scarsa integrazione nel sistema di prevenzione aziendale, spesso con orari prolungati, frazionati o a turni a ritmi sostenuti e con l'uso crescente di tecnologie informatiche. Ciò richiede un'analisi dei rischi e l'adattamento delle misure al mutato contesto organizzativo.
Tutte le tipologie di lavoratori rientrano nel campo d'applicazione del D.Lgs. 81/2008, a esclusione dei piccoli lavori domestici a carattere straordinario, per i quali si imporrebbero almeno obblighi di informazione e formazione e la messa a disposizione di locali di lavoro rispondenti ai regolamenti edilizi e impiantistici e di attrezzature conformi.
La valutazione dei rischi ai sensi dell'art. 28, c. 1 deve analizzare anche gli effetti della forma contrattuale, considerando, a differenza dei “rapporti standard”, la diversa contestualizzazione del lavoratore nella struttura e la discontinuità e precarietà dei “nuovi lavori”, con adattamento non tanto in termini di quantità ma di qualità della tutela.
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