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Diritto 19 Ottobre 2023

La sola delega è insufficiente per sequestrare il conto

Non basta il solo dato formale, ma occorre dimostrare che l’indagato, di fatto, ha esercitato poteri corrispondenti a quelli riservati al titolare del rapporto bancario.

A fronte di indagini per bancarotta fraudolenta patrimoniale nei confronti di un soggetto, non è in sé legittimo sequestrare come profitto diretto del reato le somme depositate nei conti correnti intestati alla moglie (sul quale l’indagato non aveva mai operato) e al loro figlio minore (nel quale erano confluite le donazioni dei parenti effettuate in occasione di importanti momenti della sua crescita, come la cresima e le promozioni) solo perché titolare di una delega ad operare su tali conti. L’esistenza di questa delega, infatti, non esclude la necessità di dare conto di elementi obiettivi in grado di sorreggere il convincimento che, attraverso essa, l’indagato abbia, di fatto, esercitato poteri corrispondenti a quelli riservati al titolare del rapporto bancario. Lo ha chiarito la Corte di Cassazione nell’ordinanza 9.10.2023, n. 41017. Nello specifico, la Suprema Corte ha osservato in tema di bancarotta fraudolenta patrimoniale, il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta del profitto del reato costituito da somme di denaro disponibili su un conto corrente bancario può avere a oggetto sia la somma fisicamente identificata in quella che è stata acquisita attraverso l’attività criminosa, sia una somma corrispondente al valore nominale di questa (ciò è praticabile a condizione che vi siano indizi del deposito del denaro di provenienza illecita in banca, in ragione...

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