Economia 09 Novembre 2021

La sostenibilità è un concetto che abbraccia passato e futuro

Equità sociale e crescita: un progresso integrato che, marciando di pari passo con ambiente, economia e società, è in grado di autoalimentarsi producendo ogni giorno nuovi stimoli e portando con sé anche uno sviluppo economico.

Secondo alcune correnti filosofiche, il modello individualista predominante, estremizzato dalla società moderna a decorrere dall’avvento della società industriale, sarebbe rappresentativo di un sistema insostenibile nel lungo periodo, perché prospetticamente portato all’autodistruzione.

Dal lato economico, lo stato di crisi pone quotidianamente l’individuo a confronto con la spinta esistenziale verso la ricerca di un valido compromesso sociale tra una visione ottimistica, che troverebbe le sue ragioni nella potenziale ripresa dei mercati e nella conseguente affermazione dei valori individuali, e una sorta di stato depressivo generato da una possibile eternizzazione della condizione individuale di impotenza, percepita storicamente dall’uomo nelle fasi di crisi ed emergenza.
Tutti i giorni, in parole povere, il singolo vive una contraddizione oggettiva tra la realizzazione progressiva dell’evoluzione tecnico-scientifica portata a compimento nel corso degli ultimi decenni, tale oggi da poter garantire condizioni di vita ottimali, e la realtà planetaria della crisi attuale che, di fatto, attraverso il sensibile peggioramento delle condizioni economiche, sociali ed ambientali, produce effetti esattamente contrari.
L’uomo occidentale contemporaneo, in particolare, si è trovato di fronte ad una sorta di alienazione che ha via via rafforzato l’egoismo individuale a scapito dei bisogni collettivi, creando una serie infinita di micro conflitti (percepibili a tutti i livelli, dalle mura domestiche al posto di lavoro o al supermercato), spesso acuiti dalla presenza di esigenze primarie (cibo, acqua, mantenimento), che corrono il rischio di assorbire tutte le energie, sottraendo le stesse a quella riflessione ed a quella creatività che invece potrebbero concretamente permettere una rinascita.
Per l’individuo, in ogni caso, servono dunque nuovi stimoli culturali in grado di sopperire comunque (indipendentemente dalle interpretazioni culturali e filosofiche) a questa sorta di torpore esistenziale attraverso la conoscenza diretta, l’accrescimento interiore, l’integrazione con l’ambiente, per gettare le basi di una sostenibilità dello sviluppo, in un ideale connubio tra passato e futuro.
Lo stesso concetto di sostenibilità trova una sintesi nella sua formulazione iniziale secondo cui è sostenibile quello sviluppo che è in grado di soddisfare i bisogni della generazione presente, senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri.

Ciò finisce in altri termini col tentare di conciliare 2 aspetti fondamentali se si considera l’uomo come “essere non individuale”: equità sociale e crescita economica. Durante la Conferenza di Rio de Janeiro del 1992 si è affermato il principio che “è sostenibile quello sviluppo che diminuisce la pressione sull’ecosistema ma anche quello che si preoccupa della tutela dei diritti umani, della fine della povertà, di modelli accettabili e condivisi di produzione e consumo, di salvaguardia della salute e della facilitazione del trasferimento di tecnologie verso i Paesi più poveri”.
Nel suo complesso la sostenibilità, non solo ambientale, si ricava dunque da un rapporto equilibrato tra consumi collettivi della popolazione e risorse disponibili, con l’impresa che assume un ruolo primario.
Soprattutto, la sostenibilità ambientale acquisita attraverso la conoscenza, la comunicazione e l’integrazione è la sola in grado di traghettare l’essere umano verso un domani generato e garantito al tempo stesso da consapevolezza, responsabilità e condivisione. Passato, presente e futuro sono in quest’ottica in grado di regolare un progresso integrato che, marciando di pari passo con cultura, ambiente, economia e società è perfettamente in grado di autoalimentarsi producendo ogni giorno nuovi stimoli e portando con sé anche uno sviluppo economico.

È affascinante come alcune tesi tipiche della filosofia moderna (ad esempio Heidegger) portino in chiave interpretativa il concetto di avvenire in posizione addirittura dominante sul presente, facendo leva sul meccanismo che, nell’ottica della sostenibilità, trasforma il tempo stesso in possibilità, progettazione, impegno, responsabilità. L’impegno e la responsabilità (individuali e collettivi) diventano variabili fondamentali per instaurare il necessario collegamento tra pensiero e storia (culturale, sociale, economica), con la formazione al primo posto per la sostenibilità dell’idea di impresa.